IMPIANTO
PRETRATTAMENTO FORSU
L'attuale
processo di biodigestione della FORSU e sue problematiche
La fermentazione anaerobica negli attuali
digestori non può avvenire sull'umido tal quale, ma è necessario un
pretrattamento che lo renda idoneo in termini di umidità, pezzatura e che
preveda l'eliminazione di eventuali sostanze nocive al processo.
I diversi tipi di processo anaerobico
oggi adottati e presenti sul mercato si differenziano essenzialmente per il
tenore di sostanza solida alimentata al reattore e, quindi,per il tipo di
reattore utilizzato.
A tal fine gli impianti di
pretrattamento oggi utilizzati alimentano i reattori con tutta la FORSU
opportunamente triturata e/o diluita.
Ovviamente tale metodologia invia al
digestore anaerobico anche tutta quella parte della FORSU che non è
trasformabile in biogas, occupando volume utile e complicando il processo di
biodigestione.
Si determina una complicazione di
processo, rese inferiori e una quantità di fango digerito difficilmente
riutilizzabile.
Metodologia GREENMEC® per il
pretrattamento della FORSU e suoi vantaggi
L'impianto di pretrattamento della
Forsu brevettato dalla GREENMEC® estrae la fase liquida ,con una alta
concentrazione di sostanze volatili, da quella solida, con una alta presenza di
sostanze secche ligno-cellulosiche.
La prima diventa il "combustibile"
ideale per la produzione di biogas nei fermentatori anaerobici, la seconda
diventa una matrice ottimale per il compostaggio e per la produzione di compost
di qualitˆ.
Utilizzando l'impianto GREENMEC® le
rese di produzione del biogas sono maggiori di oltre il 30%.
I volumi di fermentazione si riducono
di circa il 50% , sia per effetto dell'assenza delle componenti inerti che per
i ridotti tempi di permanenza legati all'alta reattività della fase liquida.
Il basso contenuto di azoto, in
contrapposizione con l'alto valore di carbonio volatile, rende la fase liquida
un integratore ottimale dei digestori anaerobici alimentati anche con liquami
zootecnici o con fanghi di depurazione.
Il processo GREENMEC® rende facilmente
applicabile il processo di digestione anaerobica della FORSU, ottimizzandone le
rese energetiche anche su scala medio-piccola ( 50.000 – 100.000
abitanti).
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